La Comunità Capi, nelle forme che ritiene più opportune:
a. esprime tra i Capi della Comunità Capi una Capo Gruppo e un Capo Gruppo;
b. affida gli incarichi di servizio nelle Unità;
c. propone alla competente autorità ecclesiastica la nomina dell’Assistente ecclesiastico di Gruppo ed eventualmente degli Assistenti ecclesiastici di Unità, ove presenti;
d. cura i rapporti con gli ambienti educativi nei quali vivono i soci giovani censiti nel Gruppo (famiglia, scuola, parrocchia, ecc.).
La Capo Gruppo ed il Capo Gruppo, d’intesa con l’Assistente ecclesiastico di Gruppo ed avvalendosi dell’aiuto della Comunità Capi, curano l’attuazione degli scopi della Comunità Capi e svolgono i compiti loro assegnati dal Regolamento.
Il Progetto educativo del Gruppo, ispirandosi ai principi dello scautismo ed al Patto associativo, individua le aree di impegno prioritario per il Gruppo a fronte delle esigenze educative emergenti dall’analisi dell’ambiente in cui il Gruppo opera e indica i conseguenti obiettivi e percorsi educativi.
Il Progetto ha la funzione di aiutare i soci adulti a realizzare una proposta educativa più incisiva: orienta l’azione educativa della Comunità Capi, favorisce l’unitarietà e la continuità della proposta nelle diverse Unità, agevola l’inserimento nella realtà locale della proposta dell’Associazione.
A tal fine il Progetto educativo è periodicamente verificato e rinnovato dalla Comunità Capi.
Il/i Capi Gruppo, d’intesa con l’Assistente ecclesiastico di Gruppo ed avvalendosi dell’aiuto della Comunità Capi, curano:
• l’animazione della Comunità Capi;
• i rapporti con gli altri Gruppi e l’Associazione, in particolare nell’ambito della Zona;
• la partecipazione dei soci adulti alle occasioni formative ed ai momenti di democrazia associativa di Zona e Regione;
• i rapporti con associazioni, enti ed organismi civili ed ecclesiali presenti nel territorio in cui agisce il Gruppo;
• la gestione organizzativa ed amministrativa del Gruppo.