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Non puoi insegnare nulla ad un uomo: puoi solo tirare fuori quello che ha dentro.

(Galileo)

Art. 13 Statuto

Gli adulti in servizio educativo presenti nel Gruppo formano la Comunità Capi che ha tra i suoi scopi:

a) L’elaborazione e la gestione del Progetto educativo ;

b) L’approfondimento dei problemi educativi; 

c) La formazione permanente e la cura del tirocinio degli adulti in servizio educativo;  

d) L’inserimento e la presenza dell’associazione nell’ambiente locale;

La Comunità Capi, nelle forme che più ritiene opportune:

a) Esprime tra i Capi della Comunità Capi un Capo e/o una Capo Gruppo (ambedue se si tratta di un gruppo misto);

b) Aaffida gli incarichi di servizio nelle unità;

c)  Propone alla competente autorità ecclesiale la nomina dell’assistente ecclesiastico di Gruppo e degli Assistenti ecclesiastici di Unità;

d)  Cura i rapporti con gli ambienti educativi nei quali vivono i ragazzi e le ragazze (famiglia, scuola, parrocchia, ecc.).

A che serve la Co.Ca. ? 

  • Approfondimento comunitario dei problemi educativi per individuare e condividere gli obiettivi comuni nella realtà concreta in cui il ragazzo vive
  • Formazione permanente dei capi in quanto educatori. Continua crescita delle persone in relazione al servizio. Migliorare il '‘mestiere'’ di ogni capo. Condivisione di successi ed insuccessi.
  • Cercare di capire insieme le linee di tendenza della realtà, per prepararsi a rispondere alle future esigenze dei ragazzi. La speranza nel domani va condivisa per sostenersi nei momenti difficili.
  • Tenere i rapporti con le altre agenzie educative del territorio
  • Gestire insieme il Progetto educativo
  • Utilizzare i carismi delle persone ( chitarra    inventiva   organizzazione   esperienze fatte … )
  • Imparare ad interagire fra adulti (facendo uso di ascolto, pazienza, collaborazione …) acquisendo comportamenti che sono utili dappertutto, fra marito e moglie, sul luogo di lavoro, nel condominio…
  • Garantisce rigore e severità nel lavoro educativo
  • Garantisce aiuto reciproco, completezza di analisi ed efficacia nell’azione educativa
  • Gestione delle relazioni interpersonali. Dalle difficoltà fra le persone nascono difficoltà per il gruppo: è bene che i momenti di difficoltà diventino occasioni di crescita
  • Stare insieme NON SEDUTI  3 / 4  volte l’anno è fondamentale. Giocare, fare i bambini, avere un clima di famiglia felice. Ne segue scambio di competenze, attingiamo l’uno dall’altro.
  • La Co.Ca. non è la somma delle singole persone, ma molto di più. E’ un nuovo soggetto, complesso, che va gestito secondo le tecniche delle dinamiche di gruppo. Non può essere lasciata andare come viene, al suo destino: è importante gestirla al meglio, con attenzione costante.

Far parte di una comunità capi chiama tutti, dal più giovane al più vecchio, ad essere persone presenti e attente in quello che facciamo. La scelta di servizio non ci da responsabilità solo nei confronti dei ragazzi che ci vengono affidati dalla co.ca, ma anche nei confronti degli adulti che con noi stanno vivendo questa esperienza. La comunità nello scoutismo è alla base del metodo in tutte le branche,  così come noi proponiamo ai nostri ragazzi la vita di comunità come strada per crescere, così anche noi capi scegliamo il servizio in associazione proprio perché ci permette di esprimere la nostra vocazione al servizio attraverso una comunità . Ma sarebbe utopico pensare che all’interno delle comunità tutto vada bene, come in tutte le relazione fra persone possono sorgere dei conflitti;  allora è bene darsi una regola fondamentale.

Nessuno è depositario della verità oggettiva,  assoluta; nessuno è depositario dei valori.

ne consegue che: :il conflitto non esplode su dati di fatto, ma sul peso che diamo loro, sui diversi valori cui siamo portati.

Quali doti occorrono per gestire i conflitti?

  • Razionalità e ragionevolezza spiccate
  • Volontà di ascoltare l’altro, senza pregiudizi
  • Orientamento a cercare le cause anzichè le colpe
  • Adoprarsi perché il problemi non abbia strascichi di colpe e risentimenti
  • Inclinazione a prospettare soluzioni, non problemi
  • Superare, se necessario, i limiti istituzionali imposti dal ruolo
  • Indirizzare correttamente verso la negoziazione, l’accettazione ed il perseguimento anche di compromessi, o soluzioni diverse dalla propria, purchè utili al raggiungimento dello scopo

La coca non vive solo di confronto e chiacchiere, si vuol far conoscere all’esterno e deve agire concretamente e unitariamente con tutti i ragazzi che fanno parte del gruppo, e realizza questo suo compito attraverso il PROGETTO EDUCATIVO. 

Se non sai qual è la rotta, il vento ti sarà sempre contrario

Art.14. Progetto educativo del Gruppo

Il progetto educativo del gruppo, ispirandosi ai principi dello scoutismo ed al Patto Associativo, individua le aree di impegno prioritario per il gruppo a  fronte delle esigenze educative emergenti dall’analisi dell’ambiente in cui il gruppo opera  e indica i conseguenti obiettivi e percorsi educativi.

Ha la funzione di aiutare i Capi a realizzare una proposta educativa più incisiva: orienta e a continuità nella proposta nelle diverse Unità, agevola l’inserimento nella realtà locale della proposta dell’Associazine. A tal fine il Progetto educativo è periodicamente verificato e rinnovato dalle Comunità Capi.

Il Progetto Educativo 

(di norma, è triennale)

Come si fa

  • Analisi della realtà ( breve ! )
    • interna ( i ragazzi, la Co.Ca…)
    • esterna (verificare i valori portati avanti nella realtà)                     
  • Riferimento ai valori  (Patto Associativo / Legge / Promessa)
  • Obiettivi GRANDI ma CONCRETI, con indicazione di priorità
  • Verificare le risorse, le opportunità, le minacce ( i Capi : quanto rimarrò negli scout ? che competenze ho?  i genitori, i Capi esperti in determinati ambiti di cui posso disporre, le opportunità e le minacce che mi pervengono dal territorio )
  • Stilare un Programma con l’indicazione dei metodi e mezzi per raggiungere gli obiettivi
  • Verifica  almeno annuale

Cos’è

E’ uno strumento che deve essere

  • Conosciuto
  • Usato
  • Rispettato
  • Elaborato da tutta la Co.Ca.  Non è un puzzle di tanti progetti individuali
  • E’ rivolto ai ragazzi (è l’unico Progetto  educativo  dell’Associazione)
  • E’ il senso della proposta di educazione che vogliamo fare ai ragazzi
  • E’ scansione di tempi e modi di realizzazione
  • E’ rendersi conto di ciò che possiamo, sappiamo fare
  • E’ capacità di verificare quanto fatto, per ridefinire gli obiettivi e i modi
  • Deve essere presentato alle famiglie, al Clan, al parroco … 

Una volta fatto il P.E., facciamo una Fiesta, facciamo festa tutti insieme!

Appendiamolo in Sede , prendiamoci confidenza, verifichiamolo spesso!

Rapporti col Territorio

  • Il Comune
  • La Scuola
  • Le Parrocchie / i C.P.P.
  • La Diocesi
  • Le Associazioni sportive
  • I Servizi Sociali
  • Associazioni ambientali
  • Associazioni di vario genere 
  • I Servizi dove i ragazzi fanno servizio

E’ importante farsi riconoscere, avere rapporti con loro.  Abbiamo obiettivi comuni, è giusto aggregarsi, fare attività con loro, intessere una rete di relazioni per migliorare la nostra azione educativa.

Tra il dire e il mare c’è di mezzo il mare

 

Il Programma di unità

Dopo aver progettato, è giunto il momento di costruire, e darsi un COME  per raggiungere i nostri obiettivi.

Un buon programma di unità deve avere delle caratteristiche ben definite: 

  • Obiettivi : rileggendo gli obiettivi del P.E. si cercherà di entrare nello specifico della branca e rileggere quelli stessi obiettivi all’interno del Clan potendone  trovare di nuovi
  • Strumenti: è utile indicare quali sono gli strumenti del metodo che intendo utilizzare, e che mi saranno più utili per raggiungere i miei obiettivi.
  • Mezzi: quando è possibile può servire specificare l’attività che intendo organizzare.
  • Tempi di attuazione delle attività. Sono fondamentali per poter verificare quali sono gli obiettivi raggiunti e quali no.
  • Elasticità: un programma di unità deve però essere elastico, e manipolabile durante l’anno. E’ importante sapere dove sto andando e come ci voglio arrivare, ma è altrettanto importante, quando mi rendessi conto che sono sorte nuove necessità all’interno del clan, poterlo rivedere e modificare.
 

Una frase al giorno di B.P.

“...guardate lontano, e anche quando credete di star guardando lontano, guardate ancora più lontano!

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